Il mondo delle aziende è arrivato ad una svolta. Non è una novità, gli studi organizzativi lo dicono dagli anni 60, da quando si è iniziato a parlare di complessità prima e di scienza della felicità poi. Negli ultimi anni si è attivata l’attenzione sulle aziende positive e sulle Benefit Corporations, quelle aziende cioè che pongono al centro delle proprie dichiarazioni di missione e core business valori come la felicità dei dipendenti, il bene della società e del pianeta.

Le nuove generazioni, dai fantomatici Millennials, hanno iniziato a portare in azienda richieste nuove, spostando l’attenzione da produttività e premi a benessere e realizzazione personale e modalità nuove di intendere il benessere. La pandemia del 2020 e l’isolamento delle persone, con la conseguente necessità di riorganizzare nuove modalità di lavoro stanno facendo il resto.

La felicità in azienda si trasforma in abitudine, il vantaggio è personale, è del business, è della società.

Il benessere dell’azienda non è legato al benessere dei dipendenti: ne è il risultato, esponenziale dicono le ricerche.

+300%
Innovazione

-125%
Burnout

+31%
Produttività

-66%
Assenza per Malattia

+44%
Retention

-51%
Turnover

+37%
Vendite

*fonti disponibili sul web (Gallup, Harvard Business Review, S. Achor, Forbes, OMS ecc.)

Questi sono solo alcuni dei numeri che sono stati evidenziati da ricerche svolte in tutto il mondo relativamente ai risultati che portano le innovazioni e le pratiche che si basano sul benessere delle persone all’interno dell’azienda.

Ciò che le ricerche mettono in evidenza in questo momento, è un sistema organizzativo che in generale soffre di uno scollamento fortissimo tra ciò che eravamo abituati a fare e che in qualche modo funzionava e ciò che questo – nel lungo periodo – ha prodotto, senza che ce ne accorgessimo.

Per l’OMS la depressione è attualmente la seconda malattia più diffusa nel mondo e nel 2030 sarà la malattia più diffusa.

Certo la colpa non va addossata tutta alle aziende, ma il lavoro per le persone è un elemento forte di identità, senza considerare la percentuale del tempo attivo che ognuno di noi gli dedica, e di sicuro tutto questo impatta sui risultati aziendali.

In questo scenario – brevemente descritto nelle righe qui sopra – la mia missione è quella di sostenere le aziende in questo cambiamento, supportandole nella loro capacità di creare valore che non sia solo economico, mettendo in primo piano lo sviluppo personale dei propri dipendenti.