appartenenza
22 Febbraio 2021

“Ubuntu” è una filosofia di molte popolazioni africane, raccontata spesso da Mandela che ne ha fatto una regola di vita e di politica, nel suo Sud Africa.
Si basa sulla compassione, il rispetto dell'altro, la credenza in un legame universale dell'intera umanità.
Non solo. Questo senso di appartenenza, questa capacità di creare e mantenere relazioni significative e autentiche – ci dicono le ricerche – è il primo elemento predittivo e descrittivo della longevità delle persone.
Costruire interazioni dirette nelle nostre città, sul posto di lavoro, negli spazi quotidiani che frequentiamo, invia ormoni positivi nel flusso sanguigno e al cervello e rinforza il sistema immunitario.
Gli ultra centenari delle “zone blu” del mondo - come la mia Sardegna - hanno in comune questo: l’aver vissuto in comunità strette, dove le relazioni erano autentiche, continue e significative.
Che non significa necessariamente frequentare sempre le stesse persone o mantenere le relazioni familiari, costi quel che costi. La “relazione significativa” e salutare non è semplicemente il contrario di solitudine, ma la sensazione che ciò che ci accade abbia la minima importanza per qualcun altro, che ciò che pensiamo o diciamo venga ascoltato con interesse da qualcuno, che contiamo per qualcuno.
Che il fatto che esistiamo o meno faccia la differenza.

Significa esserci, con presenza e autenticità, anche nel saluto la mattina al vicino di casa o sorriso al cassiere al supermercato.
Ed esserci con quella verità della gentilezza originale e nobile, che ci permette di realizzare noi stessi, vivere più a lungo, e contribuire all’evoluzione dell’intera comunità.