donare
22 Febbraio 2021

Donare ha una portata simbolica che è portatrice di riconoscimento: è un rituale che mette in relazione me e te – io ti riconosco e tu mi riconosci.
Non è un caso che gran parte delle relazioni – personali, di coppia ma anche lavorative - nasca con un dono, o che quando una relazione si rompe vengano restituiti i regali ricevuti. Né è un caso se nella nostra società è così raro donare senza un’occasione – così come quasi non è concesso “non donare” nelle occasioni stabilite (ricorrenze, compleanni, Natale…).
Il tutto in una logica che è sociale ma che sembra anche commerciale e che ha alla base un unico elemento: il riconoscimento.

Il vero donare, ci dice il Profeta di Gibran, è quello di chi offre sé stesso, non i beni che ha in eccesso, non le briciole, non il dover fare. Il dono assume il valore che noi scegliamo di dargli.

"Date poca cosa se date le vostre ricchezze.
È quando date voi stessi che date veramente.

Vi sono quelli che danno poco del molto che possiedono, e per avere riconoscimento, e questo segreto desiderio contamina il loro dono.
E vi sono quelli che danno tutto il poco che hanno.
Essi hanno fede nella vita e nella sua munificenza, e la loro borsa non è mai vuota.
Vi sono quelli che danno con gioia e questa è la loro ricompensa.
Vi sono quelli che danno con rimpianto e questo rimpianto è il loro sacramento."

E noi, che valore vogliamo dare ai nostri doni, oggi?