Il termine “profano” ha una etimologia semplice: è, letteralmente, ciò che sta “davanti al tempio” (pro-fanum), quindi fuori e separato dallo spazio religioso. Il termine “sacro” deriva dal latino “sacrum” (radice indoeuropea “sac-” o “sak-” “sag-”) che indicherebbe invece l’aderire e l’avvincere alla divinità.

Nel linguaggio comune, il profano è l’esperienza della vita quotidiana, dell’attività economica, del lavoro, del limite. Il sacro è al di là di questo, nella forza che crea sostegno, sicurezza e stabilità a tutto quello che è ordinario.

C’è un’idea di separazione che affonda le sue radici nella modalità tipicamente umana di
rappresentare il mondo in coppie di opposti.

… bene/male, giusto/sbagliato, luce/buio, soggettivo/oggettivo, conscio/inconscio, privato/pubblico, unito/separato, vero/falso, niente/tutto…

Ognuno di questi opposti trova la sua definizione nell’esistenza e nell’esclusione dell’altro, paradossalmente.

 

 

Cosa troverete quindi all’interno di queste 2 rubriche?
Articoli ed approfondimenti sacri e/o profani. Si parlerà di management, di filosofia, di letteratura, di cultura generale, di esperienze, di emozioni.
Ciò che è dentro uno, non è dentro l’altro, semplicemente.
Perché la vita oscilla continuamente nella dualità degli opposti.
Io mi divertirò a distribuirli, voi vi divertirete a trovarli.

„Io divoro la mia esistenza con un appetito insaziabile. Come finirà tutto ciò? Lo ignoro. […] Sono scandaloso. Lo sono nella misura in cui tendo una corda, anzi un cordone ombelicale, tra il sacro e il profano.“

Pier Paolo Pasolini