ricordarsi di se

Una macchinetta di quelle usate per i parcheggi, trasformata in distributrice di piccole opere d'arte. Inserivi una moneta e ricevevi davvero un bigliettino della sosta, ma personalizzato con una piccola opera unica: un disegno, una frase, una citazione.

Un periodo faticosissimo per me: una relazione finita che mi aveva buttato in una tristezza che sembrava non avere fondo e da cui pensavo di non rialzarmi più.

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“Ricordarsi di me” diceva quella piccola opera d’arte arrivata nelle mie mani.
Ci ho messo qualche giorno a tradurla e qualche mese a capirne il significato.
Eppure conosco bene il francese.

La verità è che non volevo capire.
Una parte di me, che si era messa comoda e sicura avvolta dalla tristezza in un ruolo di vittima, non voleva nemmeno leggerlo quel messaggio.

Però per qualche motivo quel bigliettino l’ho messo nel portafoglio e mi saltava fuori in continuazione, costringendomi a guardarlo, rileggerlo e interrogarmi ancora sul suo significato.