raccontarsi o scoprirsi

Spesso le persone si rivolgono a me quando vogliono cambiare lavoro.
Il primo scoglio che mi presentano è la stesura del cv.
In questo caso, il primo consiglio è: inizia a scrivere tutto! tutto quello che hai fatto, anche i fallimenti e le piccole cose. Scrivi cosa hai imparato da ogni errore. Scrivi cosa hai imparato da ogni successo. E se hai imparato quando non sembrava succedesse niente. Una volta che avrai un cv di decine di pagine fitte fitte, allora potrai scegliere quali aspetti mettere in evidenza, ogni volta a seconda del tuo obiettivo, chiedendoti cosa ti aspetti e cosa vuoi dare al lavoro che cerchi. E presentarti con 1 pagina, vera e piena di te.

Dove può portarti un curriculum che non ti racconta davvero, fatto solo di titoli e parole altisonanti, ma che non sa chi sei?

Così come nel curriculum, quello che siamo non ha bisogno di milioni di parole.
Ma se vogliamo trovare la nostra vera strada, dobbiamo prima andare a fondo di noi stessi in un profondo lavoro di conoscenza.

Così come nei curriculum, è più facile raccontare ciò che è comune, comodo ed evidente, allontanandoci dalle tante sfaccettature che ci appartengono e che tante volte preferiamo mettere via magari perché qualcuno ha detto che non erano interessanti, perché ci hanno fatto sentire feriti, perché non ne siamo tanto convinti... per questi o per chissà quali altri perché, mettiamo via, insieme a quelli che consideriamo errori e lati negativi, anche talenti, qualità, caratteristiche autentiche, forze vitali, per scegliere magari difetti o caratteristiche altrui, ma che si presentano bene.

E quanto è terribile vivere una vita nella quale sei insoddisfatto, ti senti non ascoltato e porti avanti un progetto non tuo?