a ciascuno la sua bacchetta magica

"No, no, ti sbagli. Insomma... non posso essere u... un mago. Voglio dire, sono solo... Harry. Solo Harry."

Inizia così una saga a cui sono molto affezionata, quella di Harry Potter, la storia di un ragazzino che scopre di non essere quello che pensava ma molto di più. Che poi si capisce subito che in fondo aveva sempre sospettato di avere dei poteri speciali, di essere "diverso" da ciò che gli avevano raccontato fino a quel momento...

Ma quindi?
serve necessariamente qualcuno che sappia già chi siamo, e che ce lo dica, come Hagrid con Harry?
O una bacchetta magica?

A me sono capitate entrambe le cose. Qualcuno che mi ha detto "sei più di questo" e qualcuno che mi ha messo in mano una bacchetta magica e mi ha fatto percepire la possibilità di fare della mia vita ciò che volevo.

Sono fortunata, forse si.
In entrambi i casi quelle persone, quelle situazioni, ero andata a cercarle. Perché da qualche parte dentro di me una vocina mi diceva che c'era qualcos'altro e forse mi diceva anche cosa era, ma io non riuscivo a capire fino in fondo che cosa dicesse e continuavo a cercare qualcuno che lo avesse capito. Nella mia ricerca ho trovato tante risposte, tante interpretazioni.

Ad un certo punto però, succede.
Ecco quel "tu sei un mago Harry" ed ecco la tua bacchetta magica.

E tu... li riconosci!
Lo sapevi!